Piero non aveva pace. Pensava e ripensava alla sua Viane, ai momenti felici trascorsi insieme e a tutti quei loro sogni, non uno ma mille, ancora da realizzare. "L'avranno rapita o l'avranno uccisa?" Era questa la frase che continuava a ronzargli nella testa insieme a un' altra altrettanto crudele: "Forse mi ha semplicemente abbandonato". Quest'ultima ipotesi, priva di consistenza ma non impossibile, sembrava insinuarsi attraverso certi atteggiamenti ambigui delle amiche di Viane, soprattuto quelli di Francesca che, giunta a casa di Piero insieme ad Emma e Sofia, gli teneva la mano guardandolo con occhio compassionevole quasi a ricordargli che, a suo avviso, quel matrimonio con Viane fosse una fanciullaggine, una ragazzata che non contava nulla. Finalmente a non dar credito a queste superficiali considerazioni, dettate da valori che non appartenevano nè a lui nè alla sua sposa, ci pensarono i due giovani poliziotti che già il giorno precedente gli avevano fatto visita. Suonarono al portone della bella villa e subito dopo essere entrati in scena nel salone dove regnava un clima di nervosa attesa affermarono: " Signor Piero, abbiamo le prove,sua moglie è stata rapita". Francesca, Emma e Sofia davanti a questa dichiarazione scattarono in piedi abbandonando quasi contemporaneamente il comodo divano di lino turchese nel quale erano adagiate e, mettendosi in cerchio intorno a Piero come per proteggerlo, si apprestarono a diventare tutte orecchi. "Greco non l'abbiamo ancora trovato", proseguì a raccontare con aria seria e preoccupata quello che in apparenza sembrava essere tra i due agenti di grado superiore,"in compenso siamo riusciti a sapere chi ce l'ha in mano anche se non si sa dove. " Gli occhi del giovane in divisa si incrociarono prima con quelli ansiosi di Piero, poi con quelli delle tre donne che lo attorniavano, infine con quelli esterefatti e curiosi della fedele Mariarosa che entrava nel salotto reggendo tra le mani un luccicante vassoio d'argento sul quale le tazzine da caffè in porcellana di Limoges e le alzate in vetro, colme di calissons alla rosa, presero a danzare mentre lei quasi sveniva. Fuori il cielo, nel quale erano sospese alcune nuvole bianche, incominciò a impallidire a poco a poco come tutti loro. "Signor Piero non si preoccupi, vedrà che la troviamo", esclamò schiarendosi la voce l'altro poliziotto posando gli occhi prima su Francesca e poi su Emma dalle quali sembrava affascinato. "Vedrà, vedrà che la ritroviamo", rimarcò nuovamente quasi a voler farsi bello con quel cerchio di gentildonne raffinate da cui Piero era circondato, " abbiamo un nome", ripresero a dire come in coro i due poi, sempre il più autorevole aggiunse: " Il nome l'ha fatto uno di quei tipi che il giorno del suo matrimonio, come lei ci aveva raccontato, l'aveva minacciato. Era seduto a un bar di Pont Saint Louis, lo pedinavamo da un po' perchè ha combinato diversi guai. Gli abbiamo offerto un paio di birre e alla fine ha parlato. Prima ha cofessato i suoi rapporti con Greco poi ha messo in fila nome, cognome e soprannome di tutti quelli che lui ingaggia per risolvere i suoi affari alla maniera che intende lui. Tutti dilettanti, signor Piero e questo un po' ci fa impensierire. Comunque pare che ora Viane sia nelle mani di uno solo della squadra a servizio di Greco, un certo Brando, detto la Volpe. E' un ragazzotto che bazzica spesso qui in zona ma è incensurato e fino ad ora non aveva mai dato grossi problemi." Passò un secondo, poi ne passò un altro e in quel salone che si affacciava sull'ordinato giardino con le aiuole di vari colori giunse un intenso profumo di lavanda, come a voler sedare la rabbia che regnava intorno con Piero che nulla serviva a calmarlo, neppure quel sublime sentore. "E allora sbrigatevi, andate a cercarla !", urlò sgranando i grandi occhi azzurri , "Io nelle mie condizioni posso fare ben poco diversamente avrei già scandagliato tutto il Ponente".
Viane nel frattempo attendeva con impazienza insieme a Brando che nel cielo comparisse la luna per recarsi in Ciàn der prève e ritornare in quella dimensione misteriosa dove il sogno si confondeva con la realtà. Il pomeriggio intanto trascorse nell'attesa di trovare una risposta a quanto stava accadendo ad entrambi e col seme rimasto nelle loro mani si aggirarono fuori dal casale per individuare un luogo dove interrarlo. Sembrava l'avessero scovato quando ad un tratto tutti e due, distratti dall'arrivo dell'uomo che gli consegnava il cibo, dovettero rientrare nel casolare facendoselo sfuggire dalle mani. " Lo sapevo, dovevamo essere più rapidi", disse Brando con voce alterata dopo che l'altro complice del rapimento si era velocemente allontanato. "Certo, ma tu mi devi spiegare perchè credi tanto a tutte queste magie", le chiese Viane fissandolo profondamente, "E' come se tu conoscessi i segreti che aleggiano in questo luogo. Dimmi dove ci troviamo oppure dovrò pensare che tu sei un mago". "Ma quale mago! Io sono solo un poeta è per questo che vedo e sento più di tanti altri", rispose lui," lo sai che non posso palesarti il nome di questo piccolo paese e poi , in questo luogo, vige una regola . Chi vi arriva per caso non deve sapere dove si trova ma lo deve scoprire lasciandosi trasportare di carrugio in carrugio oppure glielo deve svelare la prima donna che incontrerà. Qui gli abitanti sono in prevalenza femmine, stringono amicizia solo tra di loro e governano l'intera valle togliendo qualsiasi forma di potere agli uomini . E' una rivincita che si sono prese dopo che, in tempi lontani, molte vennero mandate al rogo. Il pane che hai mangiato e che ti ha stupito per il suo sapore inconsueto viene panificato in questi forni solo da mani femminili, da loro dipende l'intera economia del villaggio e del territorio circostante. Lo sfornano una volta alla settimana e dopo avergli inciso una sorta di croce al centro lo fanno distribuire seguendo un rito che a me non è mai stato svelato. Insomma questo è un paese dove vige il matriarcato uno scotto che gli uomini devono pagare per quello che hanno combinato nel 1587. Altro non ti dico. " Stavano per litigare poi Viane ebbe come un presentimento e, ricordando quanto era accaduto la notte precedente e il suo incontro con Isotta, iniziò a pensare ancora una volta che il suo rapimento era un'occasione di rinascita, un nuovo modo di rapportarsi con la sua femminilità, perchè giunge un momento nella vita in cui non solo bisogna sapere cosa fare ma anche chi essere. Arrivò lo scuro della sera con qualche ulalato di lupi e il verso di uccelli notturni quindi si creò un generale silenzio arcano, il cervo dagli occhi umani si presentò ancora alla vecchia porta dell'essicatoio. Un nuovo misterioso incontro li attendeva. (continua)

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