mercoledì 13 agosto 2014

La villa di Piero

Viane ambiziosa e incline al bello lo è sempre stata. Le piace un certo tipo di bellezza, quella che non è sinonimo di lusso ma invece di raffinatezza, di grazia e di armonia, proprio come la villa di Piero. Osservandola dall'esterno e volgendo gli occhi a sinistra e poi a destra lei dimenticò in fretta la sua agitazione interna lasciandosi condurre in un giardino sensuale, cornice di una dimora a due piani con l'intonaco cipria punteggiato da una rosa Roxburghii dai fiori elegantissimi  e tenui come quelli di un tappeto Aubusson . Ad attendere Viane davanti alla porta d'ingresso che si apriva su un grande salone vetrato c'erano i genitori di Piero.  Nei loro occhi non si intravedeva nessuna finzione di sentimenti ma una gioia vera, come se quell'incontro ravvicinato volesse essere solo un'ulteriore conferma che la scelta del figlio era quella giusta.Il sole ancora vivo e il brillare allegro del verde rallegravano il cuore di Viane che con disinvoltura si dirigeva verso quei futuri suoceri di cui sapeva poco .  Con loro ,ovvero con Nicole e Gigi, scattò subito un' empatia non immaginata. " Benvenuta Viane", esclamò Nicole con l'eccesso di gentilezza innato dei francesi. Anche Gigi, stringendole la mano, assunse nell'immediato quell'aria di vecchio zio felice di veder tornare a casa la nipote. Entrando all'interno di questa positiva dimora insieme al profumo della natura circostante  l'attendevano altre piacevoli sorprese: quadri a non finire raffiguranti scene di vita all'aperto,  piccole sculture realizzate da Nicole, libri ovunque con il dorso in cuoio e mobili di famiglia, alcuni di valore altri meno ma ugualmente capaci di risvegliare ricordi e sensazioni .  Mentre Piero era stato messo un po' da parte Viane, presa per mano da Nicole, veniva condotta nell'antica limonaia dove il personale ingaggiato stava allestendo l'arredo per il ricevimento del giorno successivo. Anche qui tutto sembrava essere armonioso con  i tavoli rotondi da cui cascavano tovaglie di lino bianche e i fiori che si arrampicavano sulle colonne o sulla testa dei putti in pietra dislocati agli angoli della deliziosa orangerie . Tralci di vite, felci, piante di agrumi di ogni tipo facevano da sfondo a questa grande stanza così affrescata  dove nella stagione fredda venivano ricoverati limoni e cedri. Alla futura sposa tutto ciò sembrò talmente stupefacente da pensare che in quella casa avrebbe volentieri proseguito la sua vita con Piero. La sera trascorse veloce, una cena furtiva nell'immensa cucina affacciata su un orto conclusus illuminato da tante lucine solari e poi una romantica parentesi con lei e Piero abbracciati a guardare le cento stelle che erano spuntate in cielo mentre il mare in lontananza  con la sua calma invogliava alle confessioni. Fu allora che con sorpresa Piero  manifestò le sue paure, quelle forse mai pienamente espresse ma che spesso lo tormentavano: " Viane, pensaci ancora stanotte, ti stai per legare a un uomo che non potrà mai darti tutto se non il suo amore. Il mio futuro è su questa carrozzella per sempre". Si udì il verso della civetta con il solito grido che poi si fece rauco e si ingarbugliò. Nell'anima di Viane ricominciò lo sdoppiamento:"Non bisogna pensare", rispose mentre un'ombra di dolore era passata sul suo viso," ma ora riportami alla Baia Beniamin".

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