Carissimi,
prima di proseguire sugli sviluppi delle vicende che movimentano la vita delle mie amiche voglio portarvi nuovamente a sorridere tra le pareti di un negozio che piace molto anche agli stranieri. L'insegna è Santa Maria Novella ma per me questo nome resterà per sempre legato a doppio filo a Concetta Marazzita . Concetta,come ormai la chiamo dentro di me, è un' imprenditrice di grande gusto come poche ne esistono ancora. Io l'ho conosciuta quando le sue vetrine erano in Santa Maria alla Porta e fin da allora ne ho apprezzato la serietà ammirandola per la sua profonda conoscenza dei prodotti del famoso brand farmaceutico fiorentino. Da qualche anno la boutique si è spostata in corso Magenta mantenendo sempre quell'atmosfera salottiera che fa di questo spazio un punto di ritrovo per chi vuole essere indirizzato sulla scelta di creme , profumi, acque, colonie, saponi, rimedi e molto altro ancora, come il celebre pot-pourri. Ed ora vi dico perchè ve ne voglio parlare. Lei, Concetta, ieri con l'energia che la contraddistingue e il suo sorriso che in tempi come questi andrebbe premiato, mi ha fatto conoscere "Acqua di Maggio". Il suo racconto ,per nulla frettoloso, mi ha fatto apprezzare questo prodotto trascinandomi in un'esperienza sensoriale fantastica. Mentre stringeva tra le mani l'elegante flacone descrivendone le proprietà l'acqua soavemente profumata sembrava scivolarmi addosso come pioggia avvolgendomi con le sue note delicate mentre la pelle si rinfrescava dolcemente.
Ma torniamo a Sofia. Era notte profonda e anche se la luna illuminava come un faro il piccolo giardino Sofia udendo quei passi frettolosi si sentì in pericolo. Forse si trattava di un cinghiale giunto a valle nella notte, come a volte si raccontava in paese, forse era quel folle del Tony che di notte andava rubacchiando i fiori dei vicini per poi venderli al mercato di Mentone o forse ancora era un malintenzionato che sapendo che era arrivata voleva soldi o qualcosa di più. Pensava questo ed altro Sofia mentre le gambe le tremavano ma mai e poi mai avrebbe immaginato che alle sue spalle ci fosse l'uomo più meraviglioso del mondo, ovvero il suo Ale . Dopo una notte d'amore intensa e la riappacificazione Ale aprì il suo tablet mostrando una mail a Sofia ancora perplessa su quanto stava succedendo. "Non vendi più, questa casa non si vende", canticchiava Ale con una musichetta rap ,"leggi qui, la Filarmonica mi ha fatto un contratto". E non dimenticare di essere felice il libro di Andrè riapparve nella mente di Sofia con le sue considerazioni tra le quali quella di fermarsi a osservare come va il mondo. Intanto a Milano anche Emma stava passando dalla tempesta alla quiete e se prima le sembrava di essere in balia del vento, come quelle navi alla deriva dipinte dal pittoreTurner, ora si sentiva nuovamente in pace. Giovanni dopo una lunga telefonata strappalacrime fatta di scuse e di timori infondati le aveva annunciato il suo arrivo a Milano con mammà e lei, sempre incline ad acquisti compulsivi, era già pronta per farsi un regalino: un paio di comode scarpe della griffe "Pas de rouge" trovate in Via Solferino. Stupende!
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