mercoledì 12 febbraio 2014
Love story di Emma
"A San Valentino ti voglio regalare la luna." Dice un giovane alla sua ragazza seduta vicino a lui in un vagone del metrò diretto a Bonola. "Non ci credo", risponde lei abbracciandolo forte e accarezzandogli la fronte spaziosa. "Vedrai, vedrai..." Risponde lui mentre le schiocca un bacio sulle labbra innamorate. Non ci credete neppure voi? Invece è così.Quest'anno a Milano per San Valentino è in vendita anche la luna. Ve l'avevo detto che la mia è una città speciale. Si vende il meglio e si vende tutto. Ma come si fa ad acquistare questo dono così raro e romantico? Attraverso la donazione per la campagna "Conquistiamo la Luna", indetta al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, che mira ad esporre l'unico pezzo di roccia lunare in Italia, si può far scrivere il nome della persona amata nella nuova esposizione del Museo dedicata allo spazio, accanto al prezioso frammento. Insomma la tendenza del San Valentino 2014 è regalare qualcosa che dia senso alla vita a due, qualcosa da condividere col mondo, qualcosa di profondo, qualcosa di cui anche gli innamorati delle generazioni presenti e future possano godere. Personalmente trovo delicata e scicchissima anche la proposta del FAI: "Per San Valentino regala una tessera FAI o iscriviti in coppia per vivere 12 mesi meravigliosi con la pesrsona che ami all'insegna della cultura, risparmiando." Pensateci un po' dopodichè decidetevi a fare il grande passo per vivere "insieme" il meglio del patrimonio artistico italiano. Potrete contribuire ad aprire una torre medioevale a picco sul mare oppure un'abbazia e a marzo fuggire con lei o con lui a Venezia per perdervi,come in un sogno, nelle sale barocche di Palazzo Labia aperto al pubblico per le Giornate FAI di Primavera (22-23 Marzo). L'ingresso è riservato agli iscritti FAI. Voilà, ma torniamo ad Emma e al suo bel Giovanni. Era di lei che vi avevo promesso di parlarvi, la penultima delle mie amiche che intendo presentarvi e di cui ogni lunedì( salvo impedimenti) saprete qualcosa di nuovo. Bene Emma, nome voluto dalla madre, una francesista pazzesca e un po' rompi palle, studiosa di Flaubert, per sua fortuna, ha solo qualche vaga somiglianza con la Emma Bovary protagonista dello "scandaloso" ( tale fu ritenuto all'epoca) primo romanzo di Flaubert intitolato Madame Bovary. Non è per nulla provinciale, non vagheggia leggendo romanzi romantici ( lo fa con i magazine di moda), ma è spendacciona come Madame e spesso per tale motivo il suo conto va a finire in rosso. Tuttavia quando le succede, dopo il primo attimo di panico perchè la sua carta d'acquisto viene rifiutata, va da papà a piangere e lui, ricco notaio di Treviglio, molla un assegno che a me basterebbe per un mese. Ma passiamo ai sentimenti: Emma, a parte il difettuccio delle mani bucate che speriamo modifichi col tempo altrimenti potrebbe fare la fine della sua omonima scandalosa e poi suicida Bovary, è buona e generosa come tutte le mie amiche non a caso è amica di Viane e Francesca, pardon Libertà. Lei come vi avevo anticipato sta con Giovanni. Con lui ha una storia che va avanti da un paio d'anni. Si sono conusciuti ad un meeting organizzato da Emma per l'azienda di catering per cui lavora e lui da bravo chef le ha subito strizzato l'occhio con relative conseguenze, vale a dire una notte d'amore di fuoco . Giovanni, che è un ragazzone tutto muscoli e occhi color del mare in tempesta, ha dieci anni meno di Emma tuttavia in alcuni casi sembra più maturo e consapevole di lei . La storia ha subito avuto delle regole la prima dettata dalla mia amica è stata: ognuno a casa sua. Così la loro love story sta splendidamente reggendo: lei nel suo piccolo loft tutto "DePadova" lui a Cefalù nella casa dei suoi. I loro incontri sono sempre programmati. A volte a Milano da lei, a volte in un segreto ritiro a Pantelleria messo a disposizione gratuitamente, più sovente nelle capitali europee dove entrambi lavorando per la stessa ditta di catering organizzano con ruoli diversi cene e pranzi d'affari. Capita quindi che una volta si vedano a Parigi, un'altra a Londra, un'altra a Madrid. Dove stanno "meglio", attenzione quando parlano quel "meglio" viene preceduto da un sorrisino malizioso, è Parigi. Lì Emma è sempre curatissima: lingerie che acquista in un posticino che non vuole (almeno per ora rivelare) e scarpe seducenti. Le ultime che già sfoggia in giro anche a Milano sono delle mules, scarpe pantofola, che lasciando il tallone scoperto pare facciano impazzire gli uomini soprattutto quelli americani dove furoreggia questa tendenza fashion. Quando Viane le ha viste ha provato un po' di invidia, anche perchè Emma di scarpe ne ha una collezione compresa l'ultima "virgule" di Roger Vivier con tacco ora arrivato a 11,5 centimetri. Ieri uscita da Caudalie, in via Fiori Chari 14, dove era andata a farsi un massaggio minceur corpo di 50 minuti, sfoggiava le ballerine d'Orsay in satin, altra chicca di Vivier. Poco più in là l'attendeva al bar Brera Libertà a cui da Parigi, da dove era rientrata la sera prima, aveva portato il nuovo magazine di moda Porter tirato su in aeroporto e un altro piccolo dono : "le cronut". Un dolce pret- à-porter simile al croissant ottenuto da un incrocio con la pasticceria americana. Un attentato alla linea ma che per acquistarlo o gustarlo sul posto i parigini devono mettersi in coda davanti alla boulangerie Dominique Ansel Bakery del quartiere di Soho. Io sinceramente preferisco i croissant della nostra pasticceria Sissi di Piazza Risorgimento. A lunedì prossimo per parlare di Sofia. Bla-bla- bla state connessi.
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